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AMMINISTRATORE DI STABILI E CONDOMINI:

Tale figura è prevista dal Codice Civile, che all'art. 1129 recita:

 

« Quando i Condomini proprietari sono più di quattro, l'Assemblea nomina un Amministratore. Se l'Assemblea non provvede, la nomina è fatta dall'autorità giudiziaria, su ricorso di uno o più Condomini. L'Amministratore dura in carica un anno e può essere revocato in ogni tempo dell'Assemblea. Può altresì essere revocato dall'autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun Condomino, oltre che nel caso previsto dall'ultimo comma dall'art. 1131, se per due anni non ha reso il conto della sua gestione, ovvero se vi sono fondati sospetti di gravi irregolarità. La nomina e la cessazione per qualunque causa dell'Amministratore dall'ufficio sono annotate in apposito registro »

La legge quindi non prevede sanzioni per i condomini che non provvedano alla nomina di un amministratore, ma anche un solo condomino può rivolgersi al Tribunale ed ottenere la nomina giudiziaria di un amministratore. Dunque l'amministratore può essere nominato:

  • dall'assemblea dei condomini, con la dovuta maggioranza;
  • in difetto, ove i condomini non provvedano, o non si raggiunga una maggioranza su nessun candidato, dal Tribunale, in sede di volontaria giurisdizione.


    L'amministratore deve essere nominato quando sono presenti più di quattro proprietari di distinte unità immobiliari, su richiesta di anche solo uno di loro: deve essere eletto dall'assemblea condominiale. La nomina dell'amministratore fatta dal costruttore e/o venditore di un edificio, anche se inserita nel rogito di acquisto, è nulla. L'amministratore, quando il condominio ne è sprovvisto o quando l'assemblea non riesce a pronunciarsi a proposito, può essere nominato dall'Autorità Giudiziaria. L'Autorità Giudiziaria può essere interpellata su richiesta di un solo condomino. La nomina dell'amministratore è vincolata alla legge: è necessaria la maggioranza degli intervenuti all'assemblea e almeno la metà della somma dei millesimi degli appartenenti (cioè 500 millesimi cfr. art. 1136, secondo comma, c.c.). La stessa maggioranza, secondo la giurisprudenza, è necessaria per confermare l'amministratore per un altro anno. Questo orientamento, tuttavia, per quanto maggioritario, non è univoco. Si veda sul punto Trib. di Roma n. 10701/09